“Darsela a gambe… Abbassare le braccia… Afferrarsi i piedi… Girarsi i pollici……….. Ho sempre detestato queste espressioni, dalla più tenera età perché io non ho mai avuto né braccia, né gambe. Il mio nome è Gesù Betz, l’Uomo-Tronco. Chiamato così dalla Signorina Betz e da mia madre, il giorno in cui sono nato il 24 dicembre 1894, a mezzanotte…”. Il racconto di un uomo di 33 anni, di un “diverso” che scrive una lettera alla madre nella quale scandisce i ritmi della sua vita, dalla nascita alla realizzazione di un sogno. La fiaba che è accompagnata da una serie di bellissime illustrazioni ha vinto il Premio Alphonse Daudet, 2000 (P. Goncourt), il Premio Baobab e il premio Le Monde 2001.