Giovanni Mazzillo dopo aver indicato in un libro precedente la prassi di pace come “discriminante ermeneutica” del fare teologia, affronta lo stesso tema nella sua capacità di illuminare un campo teologico centrale com’è la cristologia. E’ infatti attorno alla pace che egli organizza la “biografia teologica” di Gesù, cioè quel profilo che ridisegna l’unità della sua vita secondo il progetto di Dio su di Lui.
Comunemente parlando di Gesù lo indichiamo indifferentemente con il nome di “Gesù” o col nome di “Cristo”. Ma i due nomi esprimono concetti diversi.
“Cristo” sta ad indicare il Cristo risorto e oggetto della fede nella Chiesa, colui che fu predicato e testimoniato dagli apostoli ed è indicato come il Capo del Corpo che è la Chiesa.
“Gesù” sta invece ad indicare il Gesù di Nazareth, colui che storicamente predicò per la Palestina e del quale, pur non potendosi dire altro che il bene fatto a tutti, fu chiesta la morte.
Capire l’indissolubilità tra il Cristo della fede e il Gesù storico, significa scoprire che la consistenza storica dell’agire di Gesù, del suo vivere e lottare, del suo amare e morire in definitiva della sua prassi di pace è un incoraggiamento a cercare nell’oggi germogli di liberazione e di salvezza.