Libro basato sulle biografie di diciassette giovani operai e sui lavori del Consiglio Mondiale della JOCI (Jeunesse Ouvrière Chrètienne Intenrationale), movimento internazionale di giovani operai, che ha radunato, alla fine dell’87 in Brasile, più di cento delegati di una quarantina di paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’Oceania e del Pacifico, dell’America del Sud e del Nord e dell’Europa. Si tratta di testimoni privilegiati non solo perché hanno vissuto sulla propria pelle lo squallore dei quartieri popolari, l’emarginazione scolastica, la disoccupazione ed il lavoro super-sfruttato, ma anche perché sono dirigenti nazionali e internazionali, formati alla base, di un movimento operaio. Queste biografie permettono di vedere, dal vivo, quanto i giovani delle classi popolari, particolarmente le ragazze, siano sempre più emarginati ed oppressi, e di scoprire le innumerevoli forme che assume lo sfruttamento nei paesi industrializzati e in quelli del Terzo Mondo. Queste storie di vita ed i lavori del Consiglio Mondiale permettono di cogliere il carattere universale dell’oppressione dei giovani, messa in atto dalle società multinazionali. Ma, più che una descrizione dell’ingiustizia, il libro è una testimonianza sulle tappe della coscientizzazione e sulla lotta contro l’ingiustizia di giovani che vogliono affermare la loro dignità nelle scuole, i quartieri, le piantagioni, le fabbriche. Permette di conoscere i tratti essenziali della “pedagogia della liberazione” della JOC che, partendo dalle esigenze esistenziali dei giovani sfruttati, riunendoli in gruppi di base all’interno dei quali analizzano il proprio vissuto, li porta gradualmente alla presa di coscienza della loro condizione e all’azione organizzata per cambiarla.