Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, scrive ai giovani affinché si facciano operatori di pace, attraverso strade nonviolente. Sono loro gli unici che possono riuscirci, senza chiudersi nella ricerca e nella difesa di interessi e supremazie, ma ponendosi realmente a servizio dell’umanità, contro la tendenza degli adulti a bloccare la storia nelle nicchie che si sono costruiti. La pace si basa su quattro pilastri: la verità, la giustizia, l’amore, la libertà. Ed è all’orizzonte di questi valori che l’autore invita i giovani a vivere, impegnandosi giorno per giorno, nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nella politica, nei movimenti. Per i cristiani si tratta di un richiamo alla coerenza della fede, per quelli che non credono, di un appello alla fede in se stessi, nella propria capacità di collaborare con altri e spendersi per gli ideali.