Nel 1889, Bertha von Suttner era una figura pressoché sconosciuta negli ambienti culturali europei. La sua originale personalità ha segnato le cronache letterarie e politiche tra il 1889 (quando fu pubblicato il suo primo romanzo, Giù le armi!) e il 1914, anno della sua morte. La sua figura, di divulgatrice appassionata, attraverso libri e riviste, dei primi incerti passi che la cultura pacifista occidentale del nostro secolo muoveva, ottenne un riconoscimento internazionale nel 1905 con il premio Nobel per la pace. La sua indefessa attività di pubblicista e conferenziera non le concederà un attimo di respiro fino a quando la morte le impedirà di veder naufragare i suoi progetti, che stavano ottenendo un’eco sempre più vasta, nella catastrofe della prima guerra mondiale. Ma istituzioni quali la Società delle Nazioni e l’ONU, la diplomazia degli accordi e dei trattati per il disarmo, la messa in discussione irreversibile della cultura della guerra, restano a testimonianza della validità delle sue intuizioni.
In questa raccolta di scritti (appunti sulle vicende del suo tempo e brani del romanzo Giù le armi!) ci si può muovere seguendo diverse suggestioni: quella della propugnatrice di un pacifismo “giuridico” che cerca di farsi spazio nella cultura politica; della donna emancipata che si muove con disinvoltura tra letteratura, politica e vicende personali; della scrittrice impegnata che vive l’attività letteraria come una missione. Su queste realtà la sua testimonianza resta di interesse e fascino notevoli.
