Tre testi raccolti in uno unico per una teoria e pratica della giustizia. Il primo riguarda il tema dei bisogni e della relazione di cura, il secondo è il tema degli squilibri e della ingiustizia nei rapporti familiari, il terzo riguarda la questione se sia possibile identificare criteri, o principi, universali fondamentali che dovrebbero essere rispettati da tutti i governi e tutte le comunità per garantire il rispetto della dignità umana al di là delle differenze culturali.
Martha Nussbaum è da anni impegnata a costruire un nuovo progetto etico-politico, volto a dare un effettivo spessore al concetto di dignità umana e di giustizia sociale. Anche nella più equa delle società contemporanee, destinatario dei diritti individuali è l’individuo razionale, consapevole e indipendente. Ma la realtà, e la nostra esperienza, ci mettono ogni giorno sotto gli occhi molte situazioni in cui gli individui non possono contare sulle stesse abilità nell’utilizzare le proprie risorse. Bambini, anziani, persone non autosufficienti, disabili rischiano di non poter esercitare diritti fondamentali di cui pure sono nominalmente titolari. Il problema si complica ulteriormente quando ci si occupa di culture non occidentali. Come conservare allora la forza universalistica dei diritti e, nello stesso tempo, far si che essi garantiscono davvero la dignità umana al di là delle differenze? L’autrice risponde che ampliando la nozione di beni primari fino a ricomprendervi quella di capacità, ossia chiedendosi se le persone in quella determinata società sono davvero messe in grado di essere e di fare ciò a cui aspirano.
