Il volume è articolato su quattro gruppi di tematiche, corrispondenti a tre grandi periodi culturali: il primo (dal ’67 al ’71) è contrassegnato dalla presa di coscienza dell’importanza dei meccanismi e dei processi spontanei; dalla crescita della società in autonomia rispetto a modelli, disegni e programmi precostituiti; dalla fine di un ciclo di padroneggiamento e guida dei processi sociali ed economici da parte del potere politico; il secondo (dal ’72 al ’77) è contrassegnato invece dalla “scoperta” del sommerso, dell’occulto, dell’interstiziale su cui l’Italia ha sviluppato la propria capacità di adattamento continuato e di galleggiamento; il terzo (dal ’77 in poi) è segnato dalla consapevolezza che i processi maturati nel corso dei periodi precedenti non avevano creato una patologia regressiva, ma un sistema con una sua propria logica e razionalità interna (di articolazione, di alta soggettualità, di privilegio delle piccole dimensioni, di localismo ecc.) e con una sua propria capacità di crescita (lo sviluppo molecolare, l’espansione a cespuglio del sistema di impresa, il processo di internazionalizzazione, ecc.); nello stesso periodo, – e specialmente dopo il ’78 ed il superamento del grande trauma del rapimento e della scomparsa di Moro – si è sempre più affermata all’interno dei rapporti Censis un’attenzione specifica al problema delle istituzioni e del rapporto fra Società e politica (dall’ossidamento delle istituzioni all’esigenza di istituzioni leggere, all’attenzione ai diversi sottosistemi istituzionali, all’esigenza di una nuova moralità civile, ecc.).
