La psichiatria ebbe un grande sviluppo nei territori a nord e a sud del Brennero nel secolo scorso e nel primo decennio del secolo attuale.
La cura e l’assistenza della pazzia erano oggetto di discussioni alla dieta di Innsbruck e nelle rappresentanze comunali: la stessa popolazione mostrava un interesse a questo problema sociale e partecipava con i propri contributi alla realizzazione delle strutture.
Nel 1905 si raggiunse il massimo dell’espansione della attività politica in favore dei malati di mente, attraverso un deciso ampliamento dei due manicomi di Hall e di Pergine, i due poli dell’azione psichiatrica nella vecchia contea principesca del Tirolo.
Poi il problema della follia ebbe via via minore spazio nei dibattiti degli organi politici e l’interesse popolare fu attratto da nuovi e maggiori problemi della vita sociale. Infine, la seconda guerra mondiale coinvolse i malati di mente in una ventata di pazzia politica ancor più grande di quella che per tanti anni si era tentato di arginare nei vecchi manicomi. Le sofferenze derivanti dalla malattia più orribile che colpisca l’uomo e i tentativi per porvi qualche rimedio sono narrate, in forma semplice, nel libro, da un esperto di cose sanitarie e assistenziali.