Le proteste contro la globalizzazione non sono iniziate a Seattle nel 1999 o a Porto Alegre nel 2001. Hanno una storia parallela all’affermarsi, a partire dagli anni ’80, dal progetto neoliberista di globalizzazione dell’economia e di arretramento della sfera pubblica. Il movimento più significativo è quello che propone un progetto alternativo di ‘globalizzazione dal basso’. Vuole uscire dagli angusti orizzonti nazionali, ma rovesciando i valori – profitto e potere – delle imprese multinazionali, della finanza, dei governi, reimpiazzandoli con le idee di uno sviluppo e di un’economia compatibile con la natura.
Questo libro disegna il profilo dei processi di globalizzazione, le strategie dei protagonisti, gli effetti sull’economia, sul lavoro, sulla società. E in parallelo scopre il profilo della ‘globalizzazione dal basso’, cresciuta con una società civile globale che contesta il potere delle grandi multinazionali, degli stati più potenti e delle organizzazioni sovranazionali come il G8, il FMI, la Banca Mondiale, il WTO e che chiede un nuovo modello di democrazia internazionale confrontandosi con i poteri globali in una lunga serie di ‘controvertici’ realizzati in cinque continenti. Dopo aver ripercorso questa storia, le conclusioni del volume scoprono quattro carte che la società può giocare per riprendere, almeno un po’, il controllo dell’economia globale.
