Il libro parla dei gruppi giovanili, di quell’esperienza intensa, differenziata e pervasiva, che caratterizza, in questi ultimi decenni, la vita quotidiana di molti giovani.
L’autore intende parlare del gruppo da una prospettiva speciale. Pensa ai gruppi giovanili come ad un luogo privilegiato per vivere l’esperienza di Chiesa e si interroga sulle condizioni che la giustificano, la rendono possibile e la consolidano.
Lo fa “da educatore”: come persona che prende atto, con amore disponibile, dell’esistente; cerca di interpretarlo un po’, andando oltre quello che si può costatare ad un primo sguardo superficiale; progetta ipotesi di intervento, per consolidare i segni di speranza, oltre l’onda lunga della spontaneità, e per modificare i motivi di preoccupazione.
