Vi è una profonda e radicale differenza fra l’inserimento e l’integrazione degli handicappati in un processo educativo scolastico. Mentre infatti l’inserimento può essere ridotto alla sola presenza fisica, in una scuola, di un bambino portatore di handicap, senza che questo impegni a cambiare alcunché, l’integrazione implica invece un processo e un progetto di adattamento reciproco, e dunque di cambiamento.
Il manuale propone, accanto ad alcune riflessioni teorico-critiche, una grande quantità di indicazioni pratiche, che traggono la propria efficacia dai numerosissimi esempi che del testo sono parte integrante. Dagli strumenti e metodi per individuare correttamente le caratteristiche dell’handicap agli interventi volti a valorizzare e potenziare le capacità ed abilità che ogni handicappato possiede: dalla legislazione specifica ai servizi territoriali su cui fare – a seconda dei casi – affidamento o pressione; dai rapporti all’interno della scuola a quello con le famiglie, con le associazioni dei genitori, con il territorio; dal problema degli arredi a quello delle barriere architettoniche: tutti questi argomenti, e molti altri, trovano una giusta collocazione nel testo, che offre qualificati spunti di riflessione non solo a quanti si confrontano – professionalmente o personalmente – con il problema dell’handicap, ma a tutti coloro che vogliono lavorare per una scuola realmente aperta alle esigenze di ogni bambino, del più debole come del più dotato.