Per troppo si è taciuto sulla grave situazione che vive da quasi venti anni il Nord Uganda, dove si ripetono massacri e rapimenti di bambini e bambine reclutati nell’esercito ribelle, sottoposti ad abusi sessuali e regimi di schiavitù.
Secondo l’UNICEF nel mondo ci sono attualmente mezzo milione di bambini reclutati da governi e gruppi armati e almeno 300mila impegnati in conflitti etnici e religiosi.
Molte sono le organizzazioni che affrontano quotidianamente le conseguenze della catastrofe umanitaria in atto, soprattutto nel tentativo di recuperare e reinserire gli ex bambini soldato affinché: “possano recuperare la serenità e la gioia di vivere di cui sono stati privati dalla ferocia degli adulti, dall’indifferenza e dall’omertà e dagli interessi economici dello scacchiere internazionale”.
