Come molte indagini epidemiologiche hanno evidenziato, i disturbi dell’apprendimento costituiscono uno dei problemi più rilevanti sia per l’ambito psicopedagogico, sia per quello medico-pediatrico. Sintomi quali le difficoltà scolastiche e – in relazione ad esse – la balbuzie, la fobia della scuola, l’ansia e la depressione, sono largamente diffusi e rivelano un disadattamento determinato da un’intrinseca connessione di elementi emotivi, cognitivi ed interattivi. Eppure, tali disturbi non hanno trovato finora in Italia una precisa caratterizzazione scientifica e professionale. Un vuoto dovuto ad implicazioni interdisciplinari, agli approcci diversi e scarsamente comunicativi, oltre che ai problemi di definizione dell’oggetto di indagine. Il volume supera questa “impasse” teorica-metodologica: sono dapprima presentati gli aspetti generali, relativi alla definizione, classificazione e diffusione dei disturbi, alle loro basi biologiche e neuropsicologiche, e alla loro relazione con la psicologia dell’età evolutiva. Sono quindi analizzati separatamente i principali disturbi (relativi a linguaggio, lettura, scrittura, matematica, comprensione, attenzione con iperattività), e la loro relazione con il ritardo mentale e con i disturbi della personalità. Alcuni capitoli, infine, esaminano specificamente i modelli diagnostici, riabilitativi e di organizzazione dei servizi.