In Africa, in Medio Oriente e nelle repubbliche dell’ex Unione Sovietica, alcuni organi di stampa sono stati direttamente utilizzati per lanciare appelli all’odio e alla violenza. In Rwanda, la tristemente celebre “radio delle mille colline” ha addirittura preparato e accompagnato il genocidio del 1994, senza esitare a chiedere di “riempire le fosse ancora mezze vuote”. Di fronte al crescere di questi “media dell’odio” Reportes sans frontières, un’organizzazione di difesa della libertà di stampa nel mondo, ha inviato giornalisti in una decina di paesi (Rwanda, Burundi, Niger, Romania, Crimea, Caucaso, Palestina, Egitto…) per comprendere perché e come funzionano questi giornali e queste radio. Per denunciarli e chiederne la messa fuori legge.
Questo libro vuole permettere a tutti di sapere chi sono i “giornalisti” di questi media, chi li controlla, chi li finanzia e soprattutto quali danni sono in grado di provocare se non si fa niente per combatterli.
