Scopo di questo libro è di offrire un esame critico dei movimenti sorti nei paesi che svolgono il ruolo di “attori principali” nella corsa agli armamenti.
Dei sette “attori principali” prescelti, cinque (USA, Italia, Germania Occidentale, Gran Bretagna, Francia) appartengono al gruppo dei sette paesi più industrializzati del mondo, mentre gli altri due (URSS e Germania Orientale) sono tra i più rappresentativi nel blocco dei paesi dell’Est. Due ulteriori contributi di Nigel Young e di Esko Antola, posti rispettivamente all’inizio e alla fine del libro, tentano un bilancio interpretativo generale. Da questo quadro d’insieme si colgono differenze, specificità e affinità dei singoli movimenti. Se da un lato si può dire che la storia e la composizione di ciascun movimento è diversa per i singoli paesi, dall’altro è anche vero che ci sono profonde analogie e che il nucleo centrale dei problemi resta sostanzialmente lo stesso. La maggiore difficoltà è quella di costruire stabili organizzazioni internazionali, con basi pluralistiche nei singoli paesi, capaci di elaborare con continuità e creatività una cultura della pace positiva e un programma costruttivo in grado di gettare le basi per una società nonviolenta.
