I decreti di attuazione della legge 382 avviano la più importante riforma dell’apparato amministrativo italiano dall’Unità ad oggi. Vengono decentrati alle regioni e ai comuni compiti importanti per la gestione dei servizi sociali, la disciplina del territorio e la tutela dell’ambiente, la promozione dello sviluppo economico. Vengono soppressi quasi 25.000 enti pubblici, avviando il processo di ricomposizione organica dei servizi e degli interventi pubblici in capo alle istituzioni di autogoverno locale. Con la soppressione di sedici direzioni generali dei ministeri e di molti altri uffici centrali e periferici, si mette in moto la riforma dell’amministrazione centrale; e si pone il problema della riconversione del ruolo e dei compiti dei ministeri, che da organi di gestione amministrativa devono trasformarsi in strumenti di programmazione e coordinamento. Soprattutto, attraverso la diffusione del potere a tutti i livelli, l’espansione dell’autogoverno locale, la valorizzazione delle assemblee elettive, si pongono le basi per la trasformazione democratica delle istituzioni, nel senso delineato nel patto costituzionale. A questo risultato ha contributo – nella elaborazione della legge 382, nella predisposizione dei decreti delegati, nel vivo dallo stesso dibattito fra le forze politiche – la parte più viva della cultura giuridica italiana. Il principale dei tre decreti (degli altri due si riporta il testo in appendice al volume) è commentato in questo volume da autorevoli studiosi di diritto pubblico e scienza dell’amministrazione. Tra essi figura la gran parte di coloro che più hanno contributo alla elaborazione della legge 382 e dei suoi decreti di attuazione.