L’impreparazione e la carenza culturale del personale sanitario, medico e non, nei confronti dei principi ispiratori della Legge 833, stanno alla base del suo parziale fallimento. Analizzando e confrontando esperienze anche di altri paesi, si evidenziano i cambiamenti affermatisi nella cultura della salute in anni recenti, si indicano i fenomeni e i problemi più urgenti dell’azione educativa fra i giovani e il ruolo giocato dal Consiglio d’Europa in tal senso.
Nei primi due capitoli si illustra il documento uscito dalla 1ª Conferenza europea dei ministri della sanità dei paesi membri del Consiglio d’Europa (Madrid, sett. 1981) in cui si evidenzia il passaggio da una concezione bio-medica ad un approccio globale e multidisciplinare della salute e da cui vengono proposte linee guida per l’elaborazione e programmazione territoriale dell’educazione alla salute. Successivamente si sottolinea la necessità di inserire e sviluppare l’educazione alla salute nei programmi di formazione e aggiornamento degli insegnanti e del personale sanitario (infermieristico in particolare). Per i primi perché il loro apporto educativo nella scuola deve far percepire i significati, i valori, i costi in disponibilità personale necessari per le professioni sanitarie. Per i secondi perché i bisogni emergenti di assistenza sanitaria, la nuova cultura della salute e le mutate condizioni di vita chiederanno sempre più prestazioni non solo tecniche, ma anche di tipo educativo penetranti e permanenti per la persona in stato di difficoltà e malattia.