Cinzia, Maurizio, Angela, Rita… Dietro ai nomi di fantasia si nascondono bambini e ragazzi reali, coinvolti in vicende giudiziarie intricate e dolorose. Difficili da vivere anche da parte dei giudici chiamati a farvi luce, per tutelare l’interesse concreto dei minori, che appare e scompare nell’intrecciarsi di fatti e sentimenti. Compito faticoso, in difficile equilibrio tra la oggettività necessaria a giudicare e l’inevitabile coinvolgimento personale.
Un gruppo di giudici, spinto dall’esigenza di trovare nuovi e validi strumenti di formazione professionale, ha scelto di riflettere insieme su alcuni casi, discutendoli e rielaborandoli attraverso sedute di psicodramma.
Le pagine del libro raccontano otto storie vissute dai giudici, narrate in prima persona, insieme alle riflessioni che hanno guidato e accompagnato l’esperienza.
Uno sforzo serio e intenso per aumentare la consapevolezza di se stessi, rimeditare sul proprio ruolo, sulla responsabilità del giudice di fronte al destino degli altri.