Questo volume offre un’antologia di contributi che stanno a fondamento delle acquisizioni toeriche e applicative della psicoanalisi relativamente al gioco, “questa misteriosa attività” (Freud) che il bambino ripete continuamente. Si ha così l’occasione di rileggere pagine assai note di Anna Freud, Sigmund Freud, Melanie Klein, Donald W. Winnicott e Walter Benjamin; di conoscere, con Dora Maria Kalff, il pensiero junghiano sull’argomento; di avvicinarsi ad autori per la prima volta presentati a un vasto pubblico come Sigmund Pfeifer e Hermine von Hug-Hellmuth; si chiariscono così i passaggi che dalla “pedoanalaisi”, dalle analisi “educative” e “profilattiche”, avrebbero portato, con l’invenzione della “tecnica del gioco”, all’affermarsi della specificità della psicoanalisi dei bambini. Il percorso di lettura proposto mette in luce differenti modi di avvicinare il bambino.
Il libro si rivolge agli specialisti del settore, ma anche a quanti lavorano quotidianamente a contatto con i bambini, a coloro che si occupano dell’infanzia permettendole di esprimersi e di comunicare, oltre che con la parola, anche nel gesto e nel segno, nel movimento e nel cammino, rimettendo in tal modo in questione l’assolutezza della nostra parola e dei suoi ormai consumati poteri.