Il ciclo di conferenze contenuto in questo volume dipinge un’infanzia poco voluta, poco pensata, molto usata, mercificata, sfruttata, espropriata di quei bisogni che le sono propri. Nella nostra società industriale i bambini non sono più portatori di diritti, ma oggetto di consumo, peso e misura di un mercato che si sviluppa per loro, intorno a loro, con loro. Il bambino spesso e volentieri è espropriato della propria dignità di persona in crescita per essere ridotto ad oggetto. Oggetto di appagamento o di frustrazione per la famiglia, oggetto di consumo, di sfruttamento, per la società: valvola di scarico per un mondo orientato – al di là delle dichiarazioni di intenti – all’oppressione del più debole.
Questo ciclo di conferenze aiuta a guardare in faccia molte realtà. Dalla violenza sull’infanzia, allo sfruttamento dei minori, alle dinamiche di distruzione o di errore che nascono nelle famiglie e nella società. Compito di questa pubblicazione allora è quello di ridare giusta collocazione al bambino in quanto meraviglia, tracciare una mappa (seppure incompleta ed ideale) dell’infanzia espropriata, dare delle indicazioni per soluzioni nuove che ribaltino questo stato di cose per quanto è possibile.