Il libro non vuole dimostrare teorie e proporre rimedi miracolistici, ma solo avanzare alcune osservazioni, riflessioni, pensieri. Si tratta di una sorta di notes legato ad un’esperienza di lavoro e di formazione, un notes legato a frammenti di vita condivisi con giovani che per vivere pagano un prezzo troppo alto: quello della loro stessa vita.
In un settore di intervento clinico-terapeutico in cui si è sempre al limite del possibile la “comunità terapeutica” deve essere pensata come setting, come un luogo non persecutorio nel quale un soggetto possa cercare una parola propria.
