L’età senile è un periodo della vita personale di profondo e drammatico disadattamento, e a se stessi e agli altri. Ma non solo esiste un problema del disadattamento dell’anziano; la sua entità è notevolissima e sempre in aumento, corrispettivamente all’incremento della proporzione di anziani nella popolazione totale.
L’Italia nel 1961 aveva un tasso di sessantacinquenni ed oltre del 9,6% mentre per il 1981 è previsto un aumento fino al 12,9%-13,1%. Per quanto riguarda il Comune di Bologna, (Città in cui si svolge l’indagine) la proporzione di 65enni ed oltre era, nel 1961, del 10,9% (in cifre assolute 48.782).
I fattori principali del disadattamento dell’anziano sembrano essere: il declino fisico, il declino delle funzioni psichiche, il pensionamento e la conseguente precaria condizione economica in cui cade la più parte degli anziani, l’urbanizzazione che porta alla costituzione di legami intrafamiliari di tipo cameratesco con esclusione o più o meno velata intolleranza degli anziani, verso cui rimane un debole vincolo affettivo-solidario sostenuto da esigenze moralistiche. Di tutti questi fattori, contrariamente a certi stereotipi sugli anziani, non sono quelli relativi al declino fisico ed intellettuale ad incidere maggiormente, ma bensì quelli relativi all’integrazione sociale: la cessazione dell’attività lavorativa, soprattutto per gli uomini, l’esclusione da un ruolo preminente nella vita domestica o addirittura il ricovero in istituto, soprattutto per le donne.
Dettagli Libro
Autore
Renzo Canestrari, Marco W. Battacchi, G. Carlo Crociati
- EditoreCappelli Editore
- CollanaPsicologia
- Edizione2ª edizione
- Anno1976
- Pagine147
- Linguaitaliano
- Copie1

IL DISADATTAMENTO DEGLI ANZIANI E IL PROBLEMA DELL'ASSISTENZA PUBBLICA
Copertina mancante.



