È dal basso che nascerà qualcosa di nuovo e tocca a noi farlo nascere. È la grande lotta contro il Drago dell’Apocalisse. Ma non per ucciderlo, per cambiarlo. L’Agnello può trasformare il Drago… Non ci sono Imperi da abbattere, non ci sono nemici da uccidere, ma solo da trasformare. È l’immenso compito di cambiare un mondo che ci sta inesorabilmente portando alla morte. Così Alex Zanotelli scrive nella prefazione al libro “Il drago e l’agnello”. Il drago: le multinazionali al servizio dei potenti, la piovra delle mafie che controlla il mondo finanziario, le guerre, il razzismo, le migrazioni forzate, lo sfruttamento dei deboli; l’agnello: la cultura della solidarietà, della sobrietà, della nonviolenza, del dialogo interculturale, dell’impegno per uno sviluppo sostenibile e della finanza etica. Si tratta di uno studio di geografia politica e dello sviluppo in particolare, che analizza il complesso problema della globalizzazione del mercato a partire dai popoli impoveriti, per individuare e denunciare scelte di potere e di sfruttamento che impediscono un progresso dal volto umano. Un volume di denuncia che si avvale di un rigoroso apparato di documentazione su CD-ROM che permette una immediata consultazione dei dati. Un libro che aiuta a superare una forma di pigrizia che non consente di immaginare alcuna alternativa alla architettura del nostro sistema economico, politico e sociale e che rischia appunto di svuotare la politica dalla sua tensione al bene comune (dalla postfazione di Flavia Franzoni Prodi).