Il testo contiene i risultati di una ricerca che ha voluto approfondire in particolare tre aspetti precisi: il dato oggettivo dell’esperienza lavorativa dei giovani: il lavoro svolto, in quali condizioni (orario, salario, garanzie, diritti, ambiente…), le abilità professionali possedute, il settore in cui sono inseriti; Il dato soggettivo, per scoprire il loro vissuto rispetto la lavoro, capire il senso che gli attribuiscono, il peso che ha nella loro vita. Sono oltre cinquecento le storie dei giovani lavoratori raccolte dalla GIOC in tutta Italia nel corso del 1991, più di mille i questionari.
Migliaia di pagine dattiloscritte che offrono uno spaccato significativo del rapporto giovani e lavoro, nella particolarità della realtà operaia, cioè di quei giovani che, occupati con mansioni generiche o specializzate, troviamo presenti ovunque: nel settore industriale, ma anche e sempre più nel terziario, al Nord e al Sud, pur sotto le spoglie del lavoro precario o nero. Sono i giovani del mondo del lavoro manuale che, venuta meno l’enfasi ideologica degli anni passati, ha perso di rilevanza e di immagine nella nostra società, ma che continua ad essere presente, seppure con caratteristiche nuove, nella realtà produttiva e dei servizi del nostro paese.
