Il libro è un’autobiografia scritta da un portatore di handicap mentale grave. Nigel vi descrive il mondo così come lui lo vede. Descrivendo le sue impressioni e le sue speranze, egli esprime in certo modo anche il mondo interiore di migliaia di persone affette dalla medesima malattia, ma che sono meno dotate o che hanno avuto meno opportunità di lui. In questo diario si coglie un preciso interesse per le esecuzioni musicali. L’affabilità e il senso dell’umorismo affiorano ad ogni pagina. Il giovane dimostra una notevole capacità di osservazione. Tuttavia il suo modo di pensare è totalmente concreto. Ricorda episodi isolati. È il reale che lo interessa, non l’immaginario: un reale che viene descritto con un linguaggio sobrio ed essenziale; e spesso una frase inattesa rivela uno squisito connubio di puerilità e di raffinatezza.
Ne risulta un documento umano commovente, e di straordinaria importanza anche scientifica, perché ci rivela un mondo interiore di una incredibile ricchezza e varietà, che finora era rimasto del tutto inesplorato.