La malattia è un fatto sociale almeno altrettanto che un fatto naturale. L’essere malati fa assumere un ruolo sociale particolare e la malattia costituisce quindi un mondo interno alla società. Le sue norme, il controllo sociale che vi si esercita, non soltanto servono a mantenervi l’ordine, ma hanno anche la funzione di sostenere l’ordine generale nella società. Da questo punto di vista, i medici sono i funzionari di questo ordine. Interpretando la sofferenza, decidendo quando va curata, legittimando l’esenzione dagli impegni sociali, dando soluzioni cliniche alle difficoltà dell’individuo, il medico esercita un potere sempre più rilevante. L’espandersi della “domanda di medicina”, dovuto in parte alle conseguenze sulla salute delle nuove condizioni di vita nella società industriale, ma soprattutto alla mutata percezione del ruolo sociale della malattia, porta la professione medica a specializzarsi, a differenziarsi, ma anche ad organizzarsi in modo da riaffermare la sua quasi assoluta autonomia rispetto a poteri esterni. L’Ospedale diventa un’istituzione centrale e potente del sistema.
Le ricerche e i saggi raccolti nel volume, penetrano con originalità e rigore di analisi e di dati in tale realtà e costituiscono un apporto nuovo e indispensabile al dibattito che da qualche tempo è in corso anche nel nostro paese.
