In questo libro l’autore ha cercato di presentare gli aspetti essenziali dell’industria delle droghe: la flessibilità e la mobilità, i paradossi, il ruolo del riciclaggio, la dimensione del consumo; le caratteristiche della produzione e delle colture; i popoli coinvolti e la geografia delle rotte “vecchie e nuove” attraverso le quali le droghe arrivano in tutto il pianeta; e di riassumere come la droga abbia segnato la storia dei paesi produttori di droghe vegetali di successo…
Una volta esaminato il fallimento del proibizionismo, tenta di individuare le radici di questa ideologia e di questa strategia politica. Nell’ultima parte del libro presenta quelle che ritiene le più serie esperienze innovative in corso…
Il filo conduttore del volume è la dicotomia ovvero il binomio proibizionismo-antiproibizionismo, sotteso da un sostanziale pessimismo sulla sensibilità degli uomini che oggi governano il mondo e fanno le leggi, dalla convinzione che l’assuefazione alla viltà è diffusa al di là della comune immaginazione e che, in buona sostanza, sia più facile punire che cercare di capire, mentre capire sarebbe la premessa indispensabile per educare o per curare.