Questo libro contiene il resoconto dell’incontro di don Ciotti avvenuto nel Maggio ‘93, in occasione del decimo anniversario della nascita della Comunità Betania con i ragazzi ospiti e con i sacerdoti della diocesi di Parma.
In questa pubblicazione i due interventi si trovano riuniti non solo in quanto vicini nel tempo, ma perché in entrambi emerge la storia di don Ciotti che, umiliato da bambino per la sua povertà, a diciassette anni cominciò ad operare nella Parrocchia, attento soprattutto ai problemi dei ragazzi che rimanevano al di fuori dell’Oratorio e che bisognava andare a cercare. Più tardi, infatti, egli divenne il prete che opera nella strada, là dove più presente è il malessere e l’abbandono. La sua vocazione alla condivisione dei problemi del più debole era nata in lui dall’incontro con un “barbone” che, pochi mesi prima di morire, gli aveva segnalato persone più bisognose di qualcuno che si occupasse di loro: erano ragazzi del bar di fronte che lui vedeva assumere alcool e anfetamine. A lui don Ciotti deve la scelta della sua vita, quella di operare nella strada, di fare della strada, la sua Parrocchia. Da questa scelta nascerà il Gruppo Abele di Torino per l’accoglienza di persone che nella strada hanno vissuto la povertà e le umiliazioni. Pagine che contengono una rara testimonianza della sua vita e della sua vocazione accanto a riflessioni sui problemi dei narcotrafficanti, della legislazione della droga, del valore del volontariato, ma soprattutto ne emerge la figura di un prete anticonformista, coraggioso, e scomodo con una fede inquieta in Dio e forse soprattutto nell’uomo. Una fede “libera da concezioni astratte slegate dai problemi del territorio e che lo induce a cercare umilmente, per dare una mano a Dio nel fissargli appuntamenti con gli uomini”.