“Questo libro non è l’autobiografia dell’autore, anche se trasparirà qualche fuggente attimo della mia vita di recluso (…). Non credo che la mia vita personale, né le mie vicissitudini giudiziarie possano interessare qualcuno ad di fuori della mia famiglia o di qualche persona che mi è amica. Credo che la mia vita sia una come tante nonostante le mie vicende…”.
Con questo esordio si apre il libro di Ciro Cozzolino che ancora detenuto, senza nulla concedere al facile autobiografismo, ci racconta il mondo del carcere. Attraverso la vivacità delle sue pagine emergono via via i problemi, le situazioni quotidiane, i protagonisti ma anche le regole di vita che fanno del carcere un vero microcosmo, troppo spesso “recluso” dall’opinione pubblica.
Il libro è stato scritto per “… tutte quelle persone dotate di curiosità costruttiva, interessate al mondo che le circonda e che vogliono essere informate per capire i problemi”. Ma soprattutto per i giovani perché “riescano a trarre da questo libro un messaggio di fiducia verso la società”. Anche per quanti hanno appena varcato le soglie del carcere o dovranno farlo.
Proprio in questa prospettiva il volume comprende un’ampia appendice giuridica sui diritti del cittadino detenuto, utilizzabile per quanti sono sensibili o operano per liberarsi dalla necessità del carcere.
