L’inchiesta ricordata e raccontata nel libro, nel suo quotidiano dipanarsi, da chi la svolse per le pagine del giornale degli italiani in Venezuela, colpì Gabriel Garcia Màrquez: “Con l’ostinato e minuzioso metodo del giornalista italiano che in ogni caso riesce ad arrivare prima dei detectives al nodo del problema, Bafile dedicò parecchie settimane a seguire passo passo le ultime piste percorse a Caracas dai sette compatrioti scomparsi. Ma nel 1955 con la città controllata dai 5.000 occhi di Pedro Estrada, le conclusioni a cui giunse il giornalista erano un biglietto senza ritorno verso la morte”. Gaetano Bafile, nella Caracas sotto il tallone della dittatura militare, dietro i sette siciliani scomparsi, modesti immigrati in cerca di fortuna, scopre una macchinazione tanto odiosa quanto stolta e insulsa – alla Macondo per restare nello spirito di Màrquez. Ma, oltre, la rete dei cinismi e delle complicità inconfessabili, il gioco senza mai innocenza delle potenze e delle nuove colonie, l’inevitabile intrigo internazionale.