Milioni di bambini vivono in ogni paese del mondo condizioni di estremo disagio e pericolo, nessuno è al riparo, neanche i figli dell’Occidente libero e sempre più liberista.
Un disagio sempre più radicalizzato, reso visibile dalla denuncia dei mass media e delle organizzazioni che si occupano della difesa dei diritti umani e dei diritti dei bambini. Il testo nasce dall’esigenza di raccontare a quanti ancora non avessero avuto modo di rendersene conto, qual’è il reale stato delle cose, quali sono i meccanismi più perversi dell’economia globalizzata mondiale, quali sono le condizioni di vita dei bambini, in ogni parte del mondo e i mali che affliggono e devastano l’infanzia contemporanea. Di cosa si può parlare se non di infamia, quando un mondo si poggia economicamente anche sullo sfruttamento schiavistico di decine di milioni di baby lavoratori e quando parte dell’economia di determinati paesi si basa sul loro sfruttamento sessuale? Il primo capitolo delinea quali siano le forme, le vittime e le cifre della schiavitù contemporanea e le differenze con quella tradizionale, il secondo parla di lavoro nero, il terzo dello sfruttamento sessuale dei minori, il quarto di baby soldato e bambini vittime della guerra. Vengono inoltre forniti spunti sullo stato del diritto internazionale in materia di difesa dei diritti dei minori. “Colpire l’infanzia vuol dire infatti, spezzare il futuro di una intera società, negandole quel ricambio di energie, sogni, capacità che permetterebbe al mondo di voltare pagina, passando finalmente da un’era di tragedia e violenza ad un’epoca di vero sviluppo di pace”.