Chi sono i critici sociali? Quali sono i loro compiti? Donde traggono i loro principi e valori? Come si collocano rispetto alle istituzioni e alle persone che criticano? Sono questi alcuni degli interrogativi sollevati nel volumetto.
Secondo l’autore, la critica sociale è una forma di pratica sociale, un’attività comune: essa non dipende da un’elaborazione teorica alta, perché il critico sociale non è un individuo distaccato dalla società che critica, bensì un membro di quella stessa società, organico alla comunità che critica. Il vero critico sociale è colui che sta a lato di coloro che critica, ma che, pure, condivide con essi valori e principi, e, anzi, sa coglierli nella loro struttura profonda. Critici sociali autentici non sono, allora, figure come Lenin o Sartre, intellettualmente ed emotivamente distaccati dalla loro gente, ma come Silone e Locke – organici, l’uno alla cultura contadina abruzzese, l’altro alla società protestante inglese – e come alcuni profeti biblici.
