Questo volume descrive una ricerca sulle modalità di pronto intervento “in loco” nelle situazioni di crisi psichiatrica, svoltasi a Roma dall’Aprile 1977 al dicembre 1979. Gli autori assumono come riferimento le recenti teorie secondo le quali il momento della crisi rappresenta un punto cruciale, ricco di potenzialità positive, per lo sviluppo successivo della vita dell’individuo e del gruppo che vi si trova coinvolto.
Essi ipotizzano la possibilità, di un intervento alternativo a quello comunemente realizzato dai servizi pubblici addetti alle emergenze della città di Roma e che, a differenza di questo, si ponga come obiettivo principale, non il “controllo” della crisi tramite farmaci e ricovero, ma il tentativo di cogliere le potenzialità di crescita e di cambiamento insiste in essa. Tale ipotesi è stata sperimentata attraverso un’attività di intervento svolta in collaborazione con servizi pubblici centralizzati e decentrati prima e dopo l’entrata in vigore della legge 180. Come elemento quantificabile di valutazione degli interventi è stato scelto il loro esito, nei termini di ricovero obbligatorio, volontario, non ricovero etc. Vengono analizzati i risultati ottenuti in tal modo da ricercatori, paragonati agli esiti di situazioni in cui sono invece intervenuti solo gli operatori dei servizi pubblici.
Gli autori descrivono particolareggiatamente la metodologia d’intervento da loro seguita, illustrandola con una serie di resoconti di casi, e terminano con delle considerazioni sulla diversa efficacia di un servizio per le emergenze centralizzato o decentrato.
