Come comprendere la povertà entrando in dialogo con le famiglie povere? Come cercare soluzioni che non siano soltanto “emergenziali”? In questo volume si parla di genitori e bambini poveri che esprimono potenziale positivo e generativo mentre ricevono aiuto. Il loro esempio dimostra che la lotta alla povertà è possibile non solo domandandosi “che cosa serve” e “a chi serve”, ma “cosa aiuta” e “come”.
Non è un problema di quantità di risorse ma di combinazione di capacità, professionali e non professionali, per meglio finalizzare gli aiuti a disposizione. Il prestazionismo mortifica i talenti, non li valorizza e può umiliare le persone che quotidianamente lottano contro la povertà.
Mentre la dignità di ogni persona, anche se povera, è valore umano fondamentale da riconoscere e valorizzare. Aver bisogno non significa essere più deboli e meno capaci: significa essere chiamati ad affrontare situazioni molto difficili, al limite della sopravvivenza, e poterne uscire.
È il messaggio del titolo “Io non mi arrendo”, che va inteso come un segnale di libertà e di speranza da parte di chi, pur vivendo in povertà, sa di poter offrire alla comunità qualcosa di importante.
Dettagli Libro
Autore
Fondazione Emanuela Zancan, Fondazione L'Albero della Vita
- SottotitoloBambini e famiglie in lotta contro la povertà
- Editoreil Mulino
- CollanaSistemi di welfare
- Edizione1ª edizione
- Anno2015
- Pagine183
- ISBN978-88-15-26033-8
- LinguaItaliano
- Copie1




