Appartenere alla terra e al popolo di quelli che sono di là, e vivere tra quelli che sono di qua non è cosa semplice, può anzi divenire una condizione lacerante… E se, come è stato per Masri, dalla propria patria e dal proprio popolo ci si deve pur separare, non è detto che li si debba abbandonare: essi possono essere saldamente custoditi in una regione del proprio cuore.
“Si può perder tutto in questa vita, i propri cari, la casa, la terra, ma la patria no, è la storia? Una volta, quando le tribù dovevano spostarsi da una zona all’altra per forza maggiore, anche di pochi chilometri, portavano con loro tutto, perfino i loro morti, rappresentavano la storia, il passato, la carta d’identità. Ecco perché quel milione di profughi palestinesi sognava di ritornare a casa propria, senza i propri morti si sentivano persi, orfani”.
L’Autore, nato in Palestina, residente in Italia dal 1985 si occupa di Informatica e tempo permettendo racconta “storie del proprio paese”.
