Nel 1995 per la prima volta padre Kizito, comboniano italiano, raggiunge clandestinamente il Sudan; si innamorerà immediatamente di questo paese, di cui non si parla mai ma che avrebbe molto da dire, da raccontare. I media internazionali per troppo tempo hanno taciuto sulla disastrosa situazione che vive questo paese, martoriato da anni di guerra civile. Padre Kizito, attraverso la sua diretta esperienza e contatto, perlopiù con la popolazione dei Nuba, ci racconta con esattezza e passione, più di cento anni di vicissitudini sudanesi, capi e leader, fazioni in contrasto, appoggi stranieri, spiegando così i perché della attuale situazione, sfatando il fattore religioso o culturale che “rientra in questo quadro come un catalizzatore, introdotto da chi ha la capacità e l’interesse di fomentare fanatismi e guerre sante, ma le questioni fondamentali sono la giustizia, economica e sociale, la dignità di un terzo della popolazione nel concerto di tutta la nazione, il diritto all’autodeterminazione in seno a uno stato federale”.