Il notevole sviluppo degli studi ed interessi regionali cui si è assistito in questi ultimi anni in Italia ha tra l’altro messo in luce alcune debolezze della “scienza regionale” come si sta evolvendo nel nostro paese, implicite nella genericità del termine stesso. Tali debolezze sono riconducibili a tre ordini di problemi, di carattere metodologico, teorico e storico. Ciò è dovuto da un lato alle caratteristiche di ibridità dell’approccio regionale, coagulo non ancora sistematizzato di contributi di differenti discipline; dall’altro alla rapida obsolescenza di alcuni concetti, superati dalle radicali trasformazioni subite dalla realtà regionale nell’ultimo decennio.
Sono questi gli argomenti affrontati, senza pretesa di definitiva soluzione, nei saggi scritti per questo libro, all’interno di un quadro di riferimento, per quanto elastico, comune.
Nella prima parte vi sono alcuni contributi all’aggiornamento statistico ed interpretativo dello sviluppo italiano e del diverso ruolo ed interagire dei modelli regionali al mutare della situazione economica nazionale ed internazionale. Mentre la seconda parte tenta di delineare alcuni dei principali nodi teorici che si prospettano alla scienza regionale, e di proporre alcune vie di uscita che si riallacciano alla teoria economica, nella terza parte viene considerato l’aspetto regionale della politica economica, concentrando l’attenzione in prevalenza, ma non esclusivamente, sugli strumenti della politica delle regioni e sul caso del Mezzogiorno.
