Giovanni Paolo II è l’uomo di fine millennio. “Senza questo papa non si può capire ciò che è avvenuto in Europa” (Michail Gorbaciov). Egli ha profondamente modificato l’immagine del papa e in ogni continente si è fatto interprete di aspirazioni umane e religiose.
Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della Sera e scrittore, con una straordinaria conoscenza dell’uomo “più famoso del mondo” ha suddiviso i venti anni di pontificato in tre tappe fondamentali.
La prima (1978-1986) è caratterizzata dalla felice proiezione missionaria, dall’uso creativo dei media, dallo scontro con il sistema comunista. Neppure l’attentato in Piazza San Pietro può frenare la spinta vitale del pontefice. Nella seconda fase (1986-1995) il papa allarga ancora il suo raggio di azione: chiama gli ebrei “nostri fratelli maggiori”, va ad incontrare folle islamiche, convoca assemblee interreligiose. E’ anche l’unico grande leader che si oppone alla guerra nel Golfo. La terza fase è quella della preparazione al Giubileo 2000.
A nome della Chiesa il papa chiede perdono per gli errori commessi nel passato, ma guarda già a una nuova stagione creativa dopo la svolta del millennio.