Nel loro insieme i quattro saggi presentati nel volume (L’alienazione della donna. Il ruolo femminile. Problemi della relazione uomo-donna. La coscienza tardiva) sono l’applicazione del pensiero dialettico alla ricerca psicoanalitica; ma il metodo dialettico, applicato alla psicoanalisi, permette di – e costringe a – uscire fuori dal discorso chiuso che la cultura idealistica sovrappone alla terapia analitica stessa e l’autore lo dimostra operando la contrapposizione dello psichico e del sociale (per esempio, l’analisi della condizione economica del matrimonio) e ponendo la condizione alienata della donna come momento specifico della alienazione umana nella società capitalistica.
Il femminismo è posto in luce come pseudoliberazione. Come nella “questione ebraica” è utopico parlare di “eguaglianza di diritti” quando non vi è eguaglianza di fatti, così la liberazione della donna è solo operabile attraverso la liberazione di tutti gli uomini; e la donna può essere coinvolta in essa attraverso il lavoro creativo, prassi collettiva che costituisca il nesso con il mondo degli altri.