Un libro che rappresenta la summa di un’esperienza umana che si innesta nel solco delle parole solidarietà e umanità. Esso avrà raggiunto il suo obiettivo se risulterà utile anche ad una sola famiglia ospitante, ad un solo bambino ospitato, se riuscirà a diminuire o a sciogliere un dubbio o una perplessità in quella difficile scommessa psicologica, educativa ed umana che è l’accoglienza internazionale.
Il lavoro svolto dall’autore rappresenta anche un punto di riferimento per tutti coloro interessati ad uscire da un certo spontaneismo che ha caratterizzato il “progetto Chernobyl”, e per dare all’esperienza dell’accoglienza un certo rigore organizzativo e di approccio che fornendo utili strumenti conoscitivi, responsabilizzi maggiormente sia le famiglie, sia la struttura associativa che promuove il progetto.