Il libro del sacerdote bergamasco fattosi pellegrino del mondo, ci invita ad amare. Tutto in lui esprime la gioia di incontrarsi, di ascoltare, di meditare per poi ripetere con la parola o con gli scritti la ricchezza delle esperienze vissute. Ha fatto esperienze in alcuni paesi africani e in Pakistan. Ha creato un movimento di solidarietà con i popoli del Terzo Mondo e sostiene gruppi per la pace.
In questo libro ci dice che bisogna decidersi a “nascere”, uscire dall’anonimato, sperimentare la gioia di “celebrare se stessi”, cioè procedere calmo nella vita, lontano dai rumori assordanti della folla e del bar. Perché la carità non avrà mai fine.