Questo testo contiene gli Atti del Convegno “insieme per imparare la pace” organizzato dalla “Rete di Educazione alla Pace” (REAP) il 29/30 novembre e 1 dicembre 1991 a Rovereto.
L’educazione non è politicamente neutra, non tanto per i contenuti, quanto per i suoi processi. Non importa, cioè, se si studia Martin Luther King invece di Napoleone Bonaparte per produrre una nuova cultura della pace, ma se si mettono in crisi le relazioni di apprendimento passivo e di dipendenza che muovono i tradizionali processi educativi. Queste dinamiche, infatti, impediscono sia un’adeguata maturazione delle competenze decisionali e dell’autonomia da parte delle nuove generazioni, sia una diversa consapevolezza del ruolo dei conflitti e delle loro possibili soluzioni. Eppure è tramite l’attenzione allo sfondo e al contesto che si sono rivelate inquietanti matrici di direttività e di violenza: la stessa scuola-istituzione, dalla sua organizzazione al linguaggio ancor oggi in uso, richiama molto da vicino la struttura-caserma, con tutto il suo impianto di uniformità e di autoritarismo. D’altronde anche la giornata dei bambini, così scandita da impegni e attività, finisce per restringere di fatto le possibilità autonome di sperimentare un tempo creativo.
Una nuova cultura educativa, dunque, non può che nascere da nuove modalità di comunicazione, fondate sulle reciprocità e sul consenso, sulla cooperazione e sulla ricerca della democrazia reale.
Il volume allarga l’educazione alla pace ben oltre i consueti ambiti del disarmo e tiene a battesimo una nuova rete di gruppi di educatori uniti da questa comune tensione di ricerca.