Questo libro è il tentativo di rispondere alle due grandi sfide della nostra epoca: la riduzione dell’individuo a mera superfluità di fronte all’universo tecnologico che si riproduce autonomamente secondo la propria immanente razionalità sistemica; il tramonto della speranza comunista di una socializzazione non mediata dalla mercificazione dei bisogni. La società massificata condiziona il lavoro, il tempo libero, perfino la sfera emotiva delle relazioni interpersonali. E tuttavia la crisi di ogni morale tradizionale e di ogni soggettività trascendente sembra precludere la stessa possibilità di istituire una distanza critica fra io e mondo. E’ rimessa in discussione la decisione “originaria” di costituirci come libertà, come apertura all’evento, come individui pensanti e parlanti nella sfera di una socialità che definisca i limiti della nostra esistenza mortale.
L’egoismo maturo inteso come tensione permanente fra il sé e l’altro e l’alterità comunista intravista da Marx come oltrepassamento dell’orizzonte dell’identità possessiva e del dominio arrogante sulla natura indicano la breve luce di una speranza. Una ricerca delle ragioni dell’individuo entro la tradizione marxista significa rimettere al centro il fatto. Significa accettare che possiamo conoscere solo quel che facciamo e che in questa parzialità di cui abbiamo deciso di essere responsabili sta tutta la nostra dignità.