“L’idiozia: ecco il problema che ho dovuto risolvere”. Così scrive Èdouard Séguin nella prefazione al proprio libro, edito in Francia per la prima volta nel 1946. E aggiunge: “Ho risolto solo il principio del problema (…) ho posto soltanto le basi più generali della cura morale e dell’educazione (…). Leggendo (oltre alla mancanza dello stile) potrete incolparmi di molta negligenza nelle descrizioni e di troppa rapidità nei dettagli, ma questo libro appartiene al piccolo numero di quelli che si rifanno per tutta la vita. Oggi ha l’ampiezza di un volume e non contiene nemmeno tutti i documenti che la mia pratica ha raccolto. Un giorno lo completerò”. E tale completamento si è in effetti sviluppato, passo dopo passo, lungo il percorso degli studi che, nell’ambito della psicologia e fisiologia, da allora in poi hanno affrontato il problema dell’insufficienza mentale e dei disagi psichici. L’idiota di Séguin, intanto, è diventato un classico che, scritto sulla base delle conoscenze in campo neurologico e psichiatrico del secolo scorso, è ancora, come afferma Giovanni Bollea nella prefazione, di una modernità sconcertante. Già Maria Montessori lo tradusse e lo usò con entusiasmo; oggi, in questa nuova edizione, è riproposto ai lettori in due volumi.
Questo primo volume, Idiozia e igiene degli idioti, si suddivide in due parti ed è dedicato più ampiamente all’inquadramento del problema dell’idiozia. La prima parte del volume, l’idiozia, è composta da diciannove capitoli che affronta le cause, i sintomi patologici, le diagnosi e le circostanze in cui si manifesta l’idiozia, i problemi dei bambini ritardati, le suddivisioni dell’idiozia, l’imbecillità, il cretinismo, la demenza, le malattie mentali e le nuove forme di definizione dell’idiozia. La seconda parte del volume, l’igiene degli idioti, analizza l’igiene, il temperamento, l’età, il sesso, le abitudini e le idiosincrasie degli idioti. Se ne studia l’ereditarietà, l’abitazione, l’abbigliamento e l’alimentazione sino all’influenza degli agenti atmosferici.