Nell’analisi impietosa di quel sentimento chiamato amore negli anni ’60, il più difeso è stato l’amore parentale. Sull’amore di mamma e papà è stato però difficile calare l’occhio: eppure tutti sanno che è proprio da questo rapporto che deriva il tono dell’esistenza di ognuno e che disagi profondi ci accompagnano poi sempre se i genitori hanno condotto male il proprio percorso educativo.
Non è facile individuare nell’amore paterno o materno ciò che produrrà disagio nel bambino poiché ci si rende conto che ogni genitore ha agito “a fin di bene” e che la fonte del disagio sta proprio nella qualità di un amore, troppo spesso enfatizzato dalla tradizione e brutalmente condannato dalla contestazione. L’esigenza vitale sia del bambino che del nevrotico o dello psicotico adulti è di avere un orientamento su ciò che rende possibile la costruzione del senso del reale e delle esigenze, insieme ad un messaggio di attenzione e di fiducia.
I genitori spesso, al di là delle intenzioni realmente soccorrevoli, mettono in atto comportamenti che ottengono messaggi contraddittori, patogenetici ed inibenti della crescita.