Dell’immigrazione straniera si parla spesso solo dei suoi aspetti più negativi. Questo volume, frutto di rigorose ricerche sul campo, propone invece un’interpretazione controcorrente di questa grande trasformazione sociale; accanto alla presenza di componenti deboli ed emarginate, nelle regioni del Centro-Nord si è verificato in questi anni l’inserimento nel mondo del lavoro di decine di migliaia di immigrati, che hanno raccolto i posti lasciati scoperti dalla manodopera italiana, ereditando la funzione dell’immigrazione interna degli scorsi decenni. In tal modo, i lavoratori stranieri offrono un contributo misconosciuto alla nostra economia e alle casse dello Stato Sociale.
Tuttavia, la prevalenza di una visione dell’immigrazione come miseria e minaccia intacca le possibilità di integrazione sociale dei nuovi arrivati, e compromette le stesse possibilità di inserimento economico: si tratta della classica profezia che si autoadempie, preparando il terreno per la propria realizzazione.
Per questo, si prospetta nelle conclusioni la necessità di politiche sociali non assistenziali ma promozionali, che, a partire da una visione diversa del fenomeno migratorio, sappiano valorizzarne le funzioni positive, con effetti benefici per entrambe le parti: per gli immigrati, ma anche e soprattutto per la nostra società.