L’autore del testo parte dalla convinzione che la devianza, la criminalità non sono caratteristiche proprie di alcun comportamento umano, né di nessun tipo di personalità.
Il comportamento e la personalità possono divenire socialmente devianti, in rapporto all’esistenza di investimenti di attribuzioni, di carattere simbolico e istituzionale, orientati in maniera selettiva su di essi. Per lo studio dei fenomeni devianti, il paradigma eziologico è fuorviante e inutilizzabile anche quando fa riferimento a cause sociali, economiche, ambientali.
Il volume si pone tre obiettivi da raggiungere. Uno di carattere critico per la necessità di smascherare e demistificare il paradigma positivistico e neopositivistico; uno di carattere propositivo per l’esigenza di affrontare un lavoro di riconcettualizzazione che scenda a livelli più specifici e si confronti con problemi e nodi non solo teorici, ma metodologici; uno di carattere didattico per l’esigenza di fornire agli studenti e agli operatori un materiale che tenda sempre più verso una maggiore sistematicità e una migliore comunicabilità.