“Non facciamo numero, facciamo segno”. Non si stanca mai di ripeterlo mons. Henri Teissier, arcivescovo di Algeri, riferendosi a quel “piccolo gregge” che sono i cristiani d’Algeria. Poche migliaia di persone, quasi tutti stranieri, che sono lì per essere segno dell’amore universale di Dio per tutti gli uomini. Anche per i “fratelli” musulmani. E non potrebbe essere altrimenti. Perché altrimenti non avrebbe senso. Ecco perché sono lì. Ecco perché lui è lì. Perché al di là di qualsiasi criterio di utilità e opportunità, il senso sta proprio nell’ “esserci”, mettendosi al servizio della popolazione tutta e promuovendo l’incontro, l’amicizia e la condivisione con la popolazione musulmana.
Questa testimonianza di fede e di vita, giocata sino in fondo, con tutto se stesso, come uomo e come pastore, è forse la cifra distintiva del cammino umano e spirituale di Henri Teissier.
Una riflessione pubblicata alcuni anni fa da Mondo e Missione, ma attualissima nell’analisi e nelle prospettive che delinea circa la possibilità – e le modalità – di un dialogo sincero e vero tra cristiani e musulmani.