Tradizionale paese d’emigrazione, l’Italia è divenuta nei decenni scorsi paese di immigrazione. Più precisamente sarebbe corretto dire che l’Italia è divenuta anche paese d’immigrazione: infatti non solo ci sono all’estero ancora significative comunità di italiani i quali si identificano come emigrati, ma esistono tuttora flussi migratori tra l’Italia e altri paesi, soprattutto europei.
Da questo punto di vista l’Italia si colloca in una condizione molto particolare: così come all’interno dell’Europa si può individuare una differenziazione tra paesi del Nord e paesi del mediterraneo, in Italia si registra un profondo dualismo territoriale, espresso dai più significativi indicatori socioeconomici, tra regioni del Nord e regioni del Mezzogiorno. Anche i movimenti migratori riflettono questo dualismo. L’Italia è stata ed è interessata da un significativo movimento interno, anch’esso orientato prevalentemente dal Sud al Nord, dalle zone povere a quelle ricche, dall’agricoltura all’industria. L’analisi dell’esperienza degli italiani come emigranti in altre regioni e all’estero è di grande importanza per comprendere anche la situazione che vivono in Italia gli immigrati provenienti dai paesi del Terzo Mondo. Proprio per questo motivo nel corso dell’esposizione si faranno continui rimandi e confronti.
L’obiettivo del libro, in fondo, vuol essere quello di aiutare a comprendere la realtà dell’immigrazione di oggi, grazie e attraverso il confronto tra l’esperienza dell’emigrazione italiana all’estero e quella dei nuovi immigrati in Italia, condizione necessaria anche per la produzione di efficaci politiche di accoglienza.
