Un numero crescente di omosessuali, praticanti, che si dichiarano credenti in Cristo, bussano alle porte delle chiese e chiedono di essere accolti come fratelli in fede a pieno diritto. “Coloro che presentano tendenze omosessuali innate non scelgono la loro condizione omosessuale: essa costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione” (dice il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, N. 2358).
Un pastore di una comunità urbana, omosessuale, e un docente di etica, eterosessuale, iniziano un dialogo rispettoso e comprensivo: “ci è parso necessario contribuire a migliorare la qualità del dialogo. Parlare di omosessualità non è facile: ci assumiamo questo rischio come teologi di tradizione riformata, ma anche a partire dai nostri diversi approcci personali: abbiamo tentato di comprenderci e di interpellarci a vicenda, senza lasciarci catturare dai pregiudizi né bloccare dalle nostre divergenze”.
Ne emerge un quadro vero e sincero dei problemi attuali di una omosessualità vissuta come “destino” che deve risolvere il problema della mancanza di “alterità” del partner e superare i rischi dell’amore narcisistico per il “medesimo”. Anche il bisogno di paternità o maternità, oggi tanto sentito dagli omosessuali come apertura alla discendenza e alla vita, si iscrive tra le “mancanze” più dolorose di questa condizione che interessa una minoranza consistente della nostra umanità.
Il libro è arricchito da una prefazione di Ermanno Genre, che fa con grande chiarezza il “punto” sulla situazione, da un’ampia documentazione di decisioni prese da varie chiese cristiane nel mondo e da una ricca bibliografia.